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 Dott.ssa Judy Esposito

- Iscritta all'Ordine degli  Psicologi della Campania con il n°5887 
dal 05/04/14

- Ricevo su appuntamento   in  Via Monte, 80 - Striano (NA)

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 Le informazioni contenute  in  questo sito non vanno  utilizzate come strumento  di  autodiagnosi o di  trattamento  psicologico e  non possono  sostituire in  alcun modo il  lavoro dello  psicologo.
 I consigli forniti via web o  email vanno intesi come  meri  suggerimenti di  comportamento. 
 La consulenza con il 
 professionista è l'unico  strumento valido per la  diagnosi clinica e il  trattamento.
 Per saperne di più
 

  E' sempre complesso definire ciò che può essere considerato un comportamento sessuale normale, questo perché esiste una linea sottile che separa la normalità dall’anormalità, una sorta di “ filo rosso sangue” soprattutto se parliamo di alcune perversioni.

Krafft-Ebing (1953) definì perversa ogni manifestazione dell’istinto sessuale non corrispondente allo scopo della natura, che sarebbe unicamente quello riproduttivo. Secondo una definizione più recente di Umberto Galimberti (2000), la perversione sessuale può essere considerata come un comportamento psicosessuale che si esprime in forme atipiche rispetto alla norma. In realtà non esiste una delimitazione precisa tra un comportamento sessuale normale e uno patologico, inoltre una devianza dalla norma sessuale non presuppone necessariamente una situazione patologica.
Per di più, la diagnosi di parafilia nelle varie culture o religioni è resa complicata dal fatto che ciò che è considerato deviante in un contesto culturale potrebbe essere più accettabile in un altro. Difatti: “Nessuna forma di attività sessuale è intrinsecamente e inevitabilmente normale o anormale se non si prende in considerazione il contesto in cui avviene” (Ford, Beach, 1952).
Una modalità particolare di eccitamento, per essere considerata un disturbo, deve rappresentare l'unica stimolazione che provoca un'eccitazione sessuale soddisfacente nel soggetto. 
Oggigiorno il termine “parafilia” ha sostituito quello precedente di perversione sessuale, facendo riferimento a quelle manifestazioni patologiche della sessualità, caratterizzate da fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che riguardano: oggetti inanimati, sofferenza o umiliazione inflitta a se stessi o al partner ed il coinvolgimento di bambini o altre persone non consenzienti.
Tale comportamento assume le caratteristiche di tipo stereotipato e ritualizzato con aspetti impulsivi e compulsivi. La condotta tende a divenire esclusiva con aspetti di segretezza ed unicità della dimensione personale.

La parafilia per essere definita tale inoltre, deve manifestarsi per un periodo superiore ai sei mesi e provocare un profondo disagio clinicamente significativo o influire pesantemente sulla vita sociale e lavorativa dell’individuo, includendo anche implicazioni di tipo giudiziario. 
Le persone con un disturbo parafilico a volte scelgono un lavoro, un hobby o un’attività di volontariato che li porti in contatto con lo stimolo desiderato, come ad esempio, il vendere scarpe o biancheria intima femminile nel caso del feticismo o lavorare coi bambini nel caso della pedofilia. Essi possono guardare, leggere, comprare o collezionare fotografie, film e testi focalizzati sul loro tipo preferito di stimolo parafilico.
Inoltre, i soggetti che non hanno un partner consenziente con cui realizzare le proprie fantasie, possono ricorrere a prestazioni ottenute da prostitute o concretizzarle su vittime non consenzienti. Spesso è evidenziabile una compromissione della capacità di svolgere un’attività sessuale reciprocamente affettuosa e quindi possono presentarsi alcune disfunzioni sessuali. Anche le anomalie di personalità sono frequenti
e
possono essere abbastanza gravi da motivare una diagnosi di Disturbo di Personalità. 
Nei soggetti con parafilia possono insorgere sintomi depressivi, che possono essere seguiti da un aumento della frequenza e dell’intensità del comportamento parafilico.
Alcune dei primi comportamenti parafiliaci possono insorgere nella fanciullezza, diventando ben definiti ed elaborati durante l’adolescenza e la prima età adulta.
I disturbi tendono ad essere cronici e a permanere per tutta la vita, anche se spesso diminuiscono con l’avanzare dell’età. 
Secondo il modello psicoanalitico freudiano le perversioni sono considerate frutto di una mancata maturazione sessuale durante le normali fasi (orale, anale, fallica e genitale). 
Le nuove tendenze psicoanalitiche evidenziano nella parafilia un mezzo messo in atto per far fronte all’ansia causata dalla paura della castrazione da parte del padre e/o dalla separazione dalla madre.
L’attuazione della perversione, placa le ansie e la disperazione e dà alla persona l'impressione di poter sopravvivere, superando i traumi subiti durante l'infanzia.
E’ attraverso tale comportamento, che può esser inteso come una drammatizzazione di questi eventi infantili, che il perverso cerca di gestire ricordi di avvenimenti che nell'infanzia erano troppo eccitanti, paurosi o umilianti per essere dominati.
La perversione rappresenta quindi, in un certo qual modo, il tentativo che un adulto mette in atto, per cercare di esorcizzare i propri traumi infantili.

La maggior parte dei manuali che trattano della sessualità umana concordano sul fatto che i comportamenti sessuali atipici insorgano durante la prima infanzia ( Crooks e Baur, 1993; Barlow e Durand, 1998).
Abel (1995) ipotizza che il comportamento sessuale atipico si sviluppi attraverso 4 stadi:

  • il primo stadio si riferisce a quando un bambino viene esposto attraverso il contatto fisico effettivo o indirettamente, mediante osservazione o ascolto, ad una stimolazione alla quale vengono conferite connotazioni sessuali;

  • il secondo stadio comporta una ripetizione cognitiva dell’esperienza con conseguenze immaginative (positive o negative);

  • il terzo stadio implica una possibile sperimentazione del comportamento e l’ esperienza diretta delle conseguenze positive o negative;

  • infine, nell’ultimo stadio, il comportamento può essere ripetuto e variato in manifestazioni diverse, che porteranno ad un maggiore rinforzo.

Questo modello è utile in quanto spiega come alcuni individui sviluppino un comportamento atipico mentre altri, pur avendo fatta la medesima esperienza, no. Inoltre, è possibile che lo sviluppo di un modello di comportamento sessuale atipico possa essere influenzato sia dalle esperienze di apprendimento che dalla predisposizione biologica. Sebbene non vi siano speciali indicatori biologici al riguardo, Janssen (1997) e Brancroft (1998) propongono la presenza di una possibile base neurofisiologica per l’ inibizione sessuale e il comportamento sessuale rischioso.
Secondo questo modello teorico, il comportamento sessuale rischioso è probabilmente più manifesto in individui che possiedono un tratto neurofisiologico di scarsa propensione all’inibizione. Da qui è facile ipotizzare che questo tratto possa incidere sugli individui che esprimono un comportamento sessuale atipico in quanto esso comporta già di per sé un rischio. 

Money e Lamacz (1989) postularono una teoria integrata di fattori biologici e psicosociali. 
Il comportamento sessuale atipico viene concepito come delle mappe d’ amore che hanno deviato dal normale percorso. Tali mappe si sviluppano nella prima infanzia attraverso le prime esperienze di apprendimento sessualizzato che si imprimono poi indelebilmente nel cervello di una persona. Inoltre, ad influenzare la predisposizione di un bambino, possono esserci alcuni eventuali fattori ormonali.
Ma indipendentemente dall’eziologia del comportamento sessuale atipico, è chiaro che tali comportamenti vengono mantenuti poiché rappresentano per l’ individuo una sorta di rinforzo. 
Tra le parafilie più frequenti annoveriamo:

 

  •  esibizionismo : eccitazione sessuale tramite esposizione dei propri genitali, spesso durante attività masturbatorie, di fronte a una persona estranea che non se l’aspetta;
  • feticismo : eccitazione sessuale mediante l’uso di oggetti inanimati, come, ad esempio, capi di vestiario femminili; 
  • frotteurismo : eccitazione sessuale ottenuta col toccare o strofinarsi contro una persona non consenziente, attività effettuata spesso in luoghi pubblici affollati o sui mezzi di trasporto;
  • pedofilia : impulsi ed attività sessuali nei confronti dei bambini prepuberi;
  • masochismo : trarre godimento sessuale dall’essere sottoposto a sofferenze fisiche e psicologiche e umiliazioni da parte di altri;
  • sadismo : eccitazione sessuale derivante da atti reali e non simulati che implicano l’infliggere al partner umiliazioni, percosse o sofferenze;
  • feticismo da travestimento :impulsi sessuali provocati dal travestirsi con abiti del sesso opposto; tale categoria non va confusa col transessualismo, che è un esito del disturbo dell’identità di genere e non è quindi una parafilia;
  • voyeurismo : piacere sessuale derivato dallo spiare persone ignare mentre sono nude, in intimità, o durante i loro rapporti sessuali;
Parafilia Non Altrimenti Specificata (NAS). 
Questa categoria diagnostica viene inclusa per codificare quelle parafilie che non soddisfano i criteri per nessuna delle precedenti.
 
  • zoofilia : pratiche sessuali con animali;
  • necrofilia : investimento erotico in scene macabre, con rituali funerei fino a giungere in certi casi al congiungimento sessuale con cadaveri;
  • coprolalia o scatologia telefonica : eccitazione ottenuta con il pronunciare frasi oscene al telefono;
  • parzialismo :attenzione sessuale concentrata esclusivamente solo su una parte del corpo;
  • coprofilia :trarre eccitazione sessuale dalle feci;
  • urofilia o pissing :trarre eccitazione sessuale dalle urine;
  • clismafilia :utilizzo del clistere nelle attività erotiche;
  • formicofilia : attrazione sessuale per gli insetti;
  • sitofilia : eccitamento sessuale derivante dalle attività sessuali con le bambole;
  • dismorfofilia :eccitamento sessuale derivante da rapporti sessuali con i nani o con persone con handicap fisico;
  • autofilia :  attrazione sessuale verso se stessi;
  • efebofilia: attrazione sessuale verso gli adolescenti;
  • gerontofilia:attrazione sessuale per gli anziani;
  • vampirismo: parafilia che induce talvolta ad uccidere persone per succhiarne il sangue.

 
Dott.ssa Judy Esposito
Psicologa - Psicosessuologa
Esperta in metodi e tecniche d'intervento delle artiterapie
Operatrice di Training Autogeno


Bibliografia
 

 -Ayzad, BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, Castelvecchi, 2004

-American Psychiatric Association, Diagnostic and statistical manual of mental disorders (DSM-V), Washington, APA Press, 19944 (trad. it. Milano, Masson, 1995).

 - Freud S. (1905), Tre saggi sulla teoria sessuale, O.S.F., vol. IV

- Freud S. (1920), Al di là del principio del piacere, O.S.F., vol. IX

 - Cooper, R. W., Sesso estremo, Castelvecchi, Roma 1995.

 - Godson S. (2003): Il libro del sesso, Sonzogno, Milano

- Quattrini F. (2015):  Parafilie e devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico, Giunti Editore


 
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